retribuzione professionale docenti precari

Con la recente Ordinanza n. 20015/2017 La Corte di Cassazione ha riconosciuto il diritto dei docenti precari, impiegati nelle istituzioni scolastiche anche con supplenze brevi e saltuarie, di ottenere il pagamento della Retribuzione Professionale Docenti.

La condotta del MIUR, infatti, che omette di corrispondere la Retribuzione Professionale Docenti ai precari viola la Direttiva Comunitaria 1999/70/Cee, creando un’evidente discriminazione nei confronti del personale occupato con contratti di durata inferiore ad un intero anno.

L’importo che è possibile recuperare ammonta di circa 140 Euro lordi per ogni mese di servizio.

Per aderire al ricorso e recuperare gli importo non corrisposti dal MIUR potete contattare il nostro Studio fornendo i contratti di assunzione e le relative buste paga.

Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Cassino, con sentenza del 26/9/2018, ha accolto un ricorso patrocinato dagli Avv.ti Giuseppe Cundari e Marco Matano ed ha dichiarato il diritto della ricorrente all’integrale riconoscimento, ai fini della ricostruzione di carriera, del sevizio prestato in qualità di docente a tempo determinato, con conseguente attribuzione delle classi stipendiali maturale per effetto del predetto riconoscimento e pagamento, in suo favore, delle differenze retributive maturate e non corrisposte per effetto del collocamento nelle fasce stipendiali inferiori a far data dalla sottoscrizione del primo contratto a temine.
Grande soddisfazione degli Avv.ti Cundari e Matano per aver raggiunto un risultato così importante dopo la sentenza della Sesta Sezione della Corte di Giustizia.

Con altre quattro ordinanze cautelari, i Giudici del Lavoro dei Tribunali di Napoli Nord e Reggio Emilia hanno riconosciuto il diritto dei ricorrenti al riconoscimento della precedenza ex art. 33, comma 5, legge 104/92 nella procedura di mobilità interprovinciale per l’anno scolastico 2018/2019 ed hanno conseguentemente ordinato al MIUR di tenere conto della suddetta precedenza nell’assegnazione dei posti disponibili con riguardo a quelli indicati nella domanda di mobilità.
I Giudici del Lavoro, infatti, condividendo la tesi difensiva degli Avv.ti Giuseppe Cundari e Marco Matano hanno affermato che la disposizione di cui all’art. 13 del punto IV del CCNI mobilità 2017/2018, nella parte in cui limita l’operatività delle disposizioni imperative dettate dall’art. 33, commi 3 e 5, legge 104/92, deve essere dichiarata nulla.
In virtù di tali pronunce, i docenti rientreranno nella propria città di residenza.
Grande soddisfazione da parte dei difensori per l’ottimo risultato raggiunto su una questione che vede la giurisprudenza ancora divisa.

Un nuovo ed importante risultato, quello conseguito dallo Studio Legale Cundari.

Il Consiglio di Stato, con Decreto monocratico emesso inaudita altera parte, ha accolto l’istanza cautelare formulata in via incidentale con un ricorso patrocinato dall’Avv. Giuseppe Cundari ed ha disposto l’immediata ammissione alla classe successiva del Liceo Scientifico di uno studente che il Consiglio di Classe aveva ritenuto non idoneo, ritenendo pienamente fondate le censure
formulate dal legale.
In particolare, i docenti del ricorrente, nonostante le gravi insufficienze dell’alunno riscontrate alla fine del primo quadrimestre, non avevano predisposto appositi corsi di recupero, limitandosi, poi, a dichiararne la non ammissione alla classe successiva.
Il Supremo Consesso Amministrativo, accogliendo in pieno la tesi sostenuta dal difensore del ricorrente, ha ordinato all’Amministrazione Scolastica di ammetterlo con immediatezza alla classe IV del Liceo Scientifico, ravvisando, altresì, la sussistenza di un pregiudizio di estrema gravità ed urgenza tale non consentire l’attesa dell’esito della camera di consiglio fissata per il 18/10/2018.

In data odierna, sono state pubblicate le ordinanze cautelari con cui la Sezione III Bis del TAR del Lazio si è pronunciata favorevolmente sulle istanze cautelari formulate incidentalmente nei ricorsi patrocinati dagli Avv.ti Giuseppe Cundari e Marco Ippolito Matano ed ha ammesso, con riserva, i nostri ricorrenti a partecipare alla procedura concorsuale FIT.
Si tratta di circa 2000 ricorrenti, che avranno ora l’opportunità di accedere al concorso FIT.
Tali provvedimenti saranno immediatamente notificati agli uffici scolastici competenti al fine di permettere la calendarizzazione delle prove.

In seguito alla pubblicazione delle prime graduatorie del cd. concorso semplificato, riservato ai docenti abilitati, sono prevenute al nostro Studio numerose segnalazioni relative al mancato e/o errato riconoscimento del punteggio per i titoli dichiarati dai partecipanti.

È indispensabile, quindi, impugnare nel più breve tempo possibile e, comunque, nei termini di legge, le dette graduatorie al fine di tutelare la posizione dei partecipanti, ai quali dovrà essere riconosciuto un punteggio che rispetti pienamente i titoli dichiarati.
È evidente, infatti, che, in mancanza, i partecipanti al concorso subiranno un grave pregiudizio, in quanto si troveranno ad occupare una posizione in graduatoria deteriore, che non rispecchia il punteggio effettivamente spettante.

Si invitano, pertanto, tutti coloro che hanno partecipato alla procedura concorsuale a verificare i titoli dichiarati e, laddove non fosse stato riconosciuto il punteggio corrispondente, a contattare tempestivamente il nostro Studio al fine di ottenere la necessaria tutela.

Lo Studio Legale Cundari, ritenendo sussistere i presupposti, promuove l’avvio di un ricorso collettivo finalizzato all’ammissione alla prova scritta del concorso per dirigente scolastico, rivolto a tutti i candidati che hanno riportato nella prova preselettiva una votazione pari almeno a 60/100, corrispondente a 6/10.

Possono aderire al ricorso, tutti coloro che abbiano conseguito il punteggio di almeno 60 punti.

Infine, per aderire è necessario compilare il modulo allegato fornendo la propria documentazione personale e quella relativa al punteggio realizzato all’esito della prova preselettiva.

 

Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 4583 del 06.08.2018, accogliendo il nostro appello avverso la sentenza negativa del TAR Lazo, annulla il DM n. 400/2017, di aggiornamento annuale delle GAE, disponendo il reinserimento dei nostri ricorrenti e confermando la possibilità per coloro che erano stati depennanti per non aver presentato la domanda di aggiornamento, di poter essere reinseriti nella GAE in occasione dei successivi aggiornamenti con la semplice presentazione della domanda.

Si tratta di un importante risultato che consentirà ai nostri ricorrenti di avere concrete possibilità di aspirare all’assunzione a tempo indeterminato da GAE nelle rispettive classi di concorso.

Studio Legale Cundari comunica che, da oggi, è operativa la nuova sede di Milano – Via Monte Napoleone n. 8.
Per fissare appuntamenti con i professionisti dello Studio è possibile telefonare al n. 0294758485.

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha accolto un ricorso cautelare patrocinato dagli Avvocati Giuseppe Cundari e Marco Matano avverso l’ordinanza ministeriale sulla mobilità 2017/18, nella parte in cui non prevedeva la possibilità di valutare il servizio preruolo prestato su sostegno ai fini del completamento del vincolo quinquennale e non consentiva l’attribuzione del punteggio per il servizio nella scuola paritaria.

Nel caso di specie, infatti, la ricorrente, al momento della presentazione della domanda, aveva chiesto il passaggio su posto comune, indicando, a tal fine, il servizio da precaria svolto su sostegno, servizio che, però, il MIUR non riteneva valutabile.

Ebbene, con l’importante pronuncia sopra richiamata, il Giudice del Lavoro di S. Maria C.V. ha ordinato al MIUR di disporre il passaggio della ricorrente su posto comune in virtù del riconoscimento del lungo periodo di preruolo (8 anni) prestato sul sostegno e di riconoscerle, altresì, il punteggio relativo al servizio svolto nelle scuole paritarie.

In particolare, per quanto riguarda il passaggio da posto di sostegno a posto normale, il Tribunale, condividendo integralmente la tesi dei legali, ha affermato che: “…la facoltà, prevista dall’art. 23, comma 9, del C.C.N.L. mobilità del 11.4.2017 ai docenti di sostegno, di chiedere, già prima del quinquennio, il trasferimento ad altra sede per analogo posto, evidenzia come non sia l’esigenza di garantire la continuità didattica la ratio sottesa alla previsione del vincolo di permanenza quinquennale stabilito per il trasferimento su posto comune. Viceversa, l’esigenza di garantire la continuità didattica potrebbe essere soddisfatta mediante la previsione di un periodo di servizio minimo sul posto di sostegno, prescindendo però dalla distinzione tra servizio di ruolo e rapporti di lavoro a tempo determinato, che di per sé resta del tutto estranea rispetto alla suddetta esigenza.

Secondo il Tribunale, pertanto, la mancata considerazione del periodo di precariato su sostegno ai fini del superamento del vincolo quinquennale sarebbe discriminatoria e si porrebbe in evidente contrasto con la disciplina dettata dalla Direttiva Europea 1999/70/CE.

All’esito di tale pronuncia cautelare, l’Amministrazione Scolastica dovrà procedere ad un’immediata riedizione della procedura di mobilità, garantendo alla docente sia il passaggio su posto comune, previa attribuzione di punti 6 per ogni anno di servizio prestato nella scuola paritaria.